Recensione Salomon Sense Ride 2 – fatele correre

Da diverso tempo non calzavo scarpe Salomon per più uscite consecutive. La memoria deve andare indietro alcuni anni per tornare al tempo in cui con SpeedCross e poi con SpeedCross II iniziavo a correre sui sentieri.
Di recente grazie a Salomon ho avuto nuovamente la possibilità di correre con delle Salomon ai piedi, precisamente le nuove Sense Ride 2 e dopo un paio di mesi e diversi km vi racconto come sono fatte e che sensazioni ho avuto sui trail.

COME SONO FATTE

Salomon Sense Ride 2
Salomon Sense Ride 2

Conoscere e orientarsi tra le caratteristiche di tutti i modelli della vasta gamma di scarpe da trail running della casa francese è un bel esercizio. Sense Ride 2 sono collocate al di sotto dei modelli strettamente racing, quelli della linea S/lab, in mezzo a Sense Pro, scarpe con drop inferiore e minor ammortizzazione, e Sense Max 2 che sono più ammortizzate e sostenute.

La destinazione d’uso suggerita da Salomon è per distanze medio-lunghe da correre sia in allenamento sia in gara e la costruzione, i volumi e i materiali sono quindi sviluppati per soddisfare questo target.
Il peso di Sense Ride 2 si attesta sui 270gr, un buon compromesso per la categoria, mentre per il drop Salomon ha scelto 8mm, ottenuti con un’altezza nella zona avampiede di 19mm e di 27mm sotto il tallone.

La tomaia di Sense Ride 2 è in mesh 3D traforata senza cuciture, rinforzata all’esterno da un sottile film che avvolge il piede dall’intersuola fino al sistema di allacciature dando struttura dove serve. La linguetta anch’essa in mesh traforata è mediamente imbottita e collegata alla tomaia da un manicotto elasticizzato che la tiene in posizione avvolgendo il piede per un fit ottimale.

Salomon Sense Ride 2, linguetta e interno
Salomon Sense Ride 2, linguetta e interno

Come per molte scarpe della linea trail running di Salomon troviamo il sistema di allacciatura proprietario Salomon Quicklace. Non a tutti piace, io sono neutrale a riguardo nel senso che non lo cerco per forza sulle calzature ma quando c’è lo trovo pratico, veloce ed efficace. Alla praticità si contrappone una regolazione della tensione meno precisa dei lacci tradizionali con cui è possibile differenziare la pressione tra il collo alto del piede e la punta ma in quanto a velocità di chiusura e apertura è imbattibile. Un altro aspetto critico di Quicklace è la perdita di scorrevolezza che si verifica con il passare del tempo causata dall’accumulo di polvere e sporco nei passanti; a questo proposito ho notato una cosa che dai miei ricordi non era presente in passato, ovvero dei piccolissimi inserti in plastica all’interno degli occhielli che facilitano lo scorrimento nei passanti e potrebbero risolvere la perdita di scorrevolezza con il passare del tempo.

Salomon Sense Ride 2 – dettagli

L’intersuola di Sense Ride 2 denominato Vibe è realizzata in EVA e studiata per combinare ammortizzazione e reattività. Progettata per ridurre le vibrazioni e il carico in appoggio senza compromettere eccessivamente il ritorno in fase di stacco.
Una lamina termoplastica (ProFeel Film) inserita all’interno della suola che va dalla zona centrale all’avampiede, fa da rock-plate e protegge durante la run lasciando alla struttura una certa flessibilità facilmente percepibile nell’utilizzo.

Salomon Sense Ride 2 – Sottopiede Ortholite

Il sottopiede è Ortholite di spessore differenziato e sagomato per conformarsi al meglio sotto al piede. Si toglie e riposiziona facilmente nella scarpa, sia da nuovo che dopo aver percorso molti km, rimanendo ben fermo durante l’utilizzo.

Salomon Sense Ride 2 – Contagrip MA

L’aderenza sul terreno è affidata alla suola Contagrip MA, sviluppata per offrire i giusto compromesso tra tenuta e durata. La tassellatura è direzionale con i tasselli orientati all’anteriore per garantire trazione nelle fasi di spinta e salita e al posteriore con orientamento opposto per il grip in frenata e discesa. L’altezza dei tacchetti è costante e non troppo pronunciata, nell’ordine dei 5mm.
La suola è interrotta da quattro solchi trasversali, tre anteriori e uno posteriore, che rendono più omogenea la flessione della struttura per una buona risposta in corsa.

Concludono il quadro una grande varietà di colori, per abbracciare i gusti di tutti. Oltre alla colorazione bianco/blu/giallo del test che sono solo un filo sporchevoli 😅ci sono altre tre varianti per uomo e altrettante per donna. Sul sito Salomon potete vedere tutte le versioni di Sense Rice 2 uomo e donna.

CALZATA

Sense Ride 2

Il sistema SensiFit rende la calzata avvolgente e precisa, in modo particolare sul collo del piede, ma non costrittiva. Tomaia e imbottitura non sono troppo rigide e lasciano modo ai piedi di sentirsi proprio agio. Nella parte più avanzata le ho sentite più lasche ma questo si può compensare in parte con la regolazione dell’allacciatura.

Salomon Sense Ride 2 – Sovrapposizione lacci e tasca linguetta

Grazie a Quicklace le Sense Ride 2 si stringono in un attimo ma si è rivelata scomoda la sovrapposizione nella zona alta del collo del piede tra i lacci e la tasca per riporre il fermo che ne impedisce l’apertura una volta serrata la scarpa. Dopo le prime uscite ci si ricorda di aprire prima la tasca e poi tirare i lacci ma è comunque un’operazione meno fluida. Il problema è di fatto risolvibile, sarebbe sufficiente posizionare qualche millimetro più in alto l’apertura per evitare il problema.

Nella misura in prova, il 44 2/3 calza giusto sul mio piede magro di 28,5cm lasciando il giusto spazio frontale per le dita. Lateralmente si ha un minimo di spazio mentre il collo del piede e il tallone sono avvolti a dovere.

COME VANNO

Salomon Sense Ride 2 – Run

Con il sistema QuickLace, allacciare Sense Ride 2 è velocissimo, dopo che avete fatto l’abitudine ad aprire la tasca sulla linguetta prima di stringere, e in un attimo si è pronti a correre.

Fatti primi km di rodaggio, come per tutte le calzature, la risposta della si assesta e Sense Ride 2 si dimostrano mediamente ammortizzate con un’apprezzabile flessibilità di suola e tomaia che accompagna la naturale flessione del piede rendendo la corsa fluida.
Non sono delle scarpe secche che picchiano sul piede, alla Sense 6 o 7 per capirci, che vi fanno percepire ogni minimo sassolino ma nemmeno un cuscino d’aria che vi isola da ogni cosa vi passa sotto le suole. Si sentono le asperità ma si apprezza la protezione del rockplate, un giusto compromesso per chi percorre anche diversi km sul duro e magari non corre sempre a ritmi sostenuti.
Con Sense Ride 2 sentirete le asperità e sotto i passi ma l’impatto al suole è attenuato mentre nella fase di spinta ho trovato una certa reattività specialmente quando il passo si fa più svelto.

Sui traversi la flessibilità si bilancia bene con il supporto e il piede è portato a fare il giusto lavoro senza eccessivo sforzo.

In salita si comportano bene e il peso contenuto è sempre un punto a favore. Nelle discese si apprezza la relativa altezza da terra e la flessibilità che aiutano a mantenere il controllo nelle parti di trail più tecniche e dissestate. Nei tratti molto pendenti e lunghi ho notato una certa tendenza all’avanzamento del piede, fino a toccare la tomaia, risolto quasi del tutto con una maggiore attenzione durante le fasi di allacciatura cercando di serrare maggiormente la parte inferiore dei lacci.

Il grip offerto dal Contagrip MA è nella media su tutti i terreni. Per conformazione e dimensione dei tasselli il terreno ideale è il sentiero scorrevole, i percorsi corribili, bene anche il trail tecnico fintanto che le condizioni non richiedono qualcosa di più aggressivo in termini di battistrada. L’aderenza infatti come prevedibile non è eccellente sui terreni molli, in quei casi sono sicuramente preferibili le SpeedCross 5 tanto per rimanere in casa Salomon, ma sono comunque utilizzabili contando sulla sincerità di risposta alla perdita di aderenza.

Con le alte, e anche altissime temperature, che stiamo avendo in questa prima parte d’estate è bene spendere due parole sulla traspirabilità che non sembra mai abbastanza quando si corre tra i 25° e i 30°. La tomaia in mesh 3D è ben realizzata e offre una traspirabilità in corsa, permettendo alla temperatura del piede di rimanere entro limiti accettabili. Non ho notato problemi di frizione tra tomaia e piede a tutto vantaggio del comfort che si è sempre rivelato su livelli ottimi.

Salomon Sense Ride 2

CONCLUSIONE

Salomon Sense Ride 2 – TrailAddicted test

Ho apprezzato la versatilità e la semplicità di adattamento di Sense Ride 2 alle diverse distanze e condizioni incontrate sui trail. Perfettamente aderenti alle caratteristiche riportate da Salomon, apprezzabile la flessibilità, il grip e l’utilizzo sulle distanze medie e lunghe che possono tranquillamente arrivare in zona ultra.

Dopo averle maltrattate per bene con più di 200km all’attimo, Sense Ride 2 si sono dimostrate affidabili e resistenti, nessun problema, rottura o danno visibile. La suola si è consumata regolarmente senza eccessi, lasciando supporre una buona durata.

Se siete alla ricerca di un scarpa per gli allenamenti di tutti i giorni, utilizzabile su ogni terreno, da usare anche per qualche gara con distanze medio lunghe potete considerare Sense Ride 2 nella vostra selezione. Le infilate e date una rapida allacciatura con il quicklace e siete pronti per il trail 😉

RISORSE

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Disclaimer: Le scarpe del test sono state fornite da Salomon senza nessun obbligo di recensione. Quello che leggete è unicamente frutto delle nostre sensazioni #senzafiltro.

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Andrea Zanetti

Mountain runner, outdoor enthusiast.
Trialrunning is the way I use to move trough nature to feel the life.

Mountain Runner, appassionato di Outdoor.
Il trailrunning è la via che uso per muovermi nella natura e sentire la vita.

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