Report Morenic Trail 2015 – 3 punti senza sconti

Chi pensa che i 3 punti UTMB siano eccessivi dovrà ricredersi
E’ la prima considerazione che a mente fredda ho fatto e che ancora mi accompagna a poco più di un mese dalla fine della gara.

Io ero uno di quelli che pensava di portare a casa il bottino con relativa poca fatica, avevo bisogno di guadagnare 3 punti per potermi iscrivere alla lotteria di partecipazione dell’Ultra Trail du Mont Blanc dell’anno prossimo e il Morenic Trail mi sembrava una gara ottima dal punto di vista impegno/guadagno.
Sulla carta infatti i 113 km e i 2280 metri di dislivello positivo, non mi spaventavano eccessivamente.
Pensavo: “Certo i Km sono tanti ma duemila metri spalmati su un così lungo percorso non si faranno sentire più di tanto e sarà quindi una gara veloce e tutto sommato poco impegnativa.”
Ve lo dico subito, come molti di voi già immaginano, mi sbagliavo.
Certo ci sono gare più dure ma i 3 punti sono meritati.

La peculiarità della gara è quella di percorrere la morena di Ivrea , un rilievo che descrive una circonferenza quasi completa attorno alla piana della città omonima e che rimane aperta solo per in corrispondenza dell’imbocco della Val D’Aosta.

Si parte quindi da Andrate alle 9 di mattina, splendida giornata di autunno con temperature alte e tutti i bellissimi colori della stagione.

Si parte!
Si parte!

Dopo una breve salita e un passaggio in cresta si inizia una lunghissima discesa. In realtà costellata di “mangia e bevi” ovvero salitelle e discese. Giù verso il lago di Viverone, immersi nei boschi passando davanti a scorci molto belli, come il transito davanti alla chiesa di San Grato, e vigneti in pieno fermento per la vendemmia.

Il primo tratto scorre veloce, il pensiero che domina la mia mia mente è di non esagerare in discesa, ma di preservare le energie per le seconda parte della gare che sulla carta dovrebbe essere la più dura.

inizio 2

Finita la discesa infatti si affronta un lunghissimo tratto movimentato che alterna salite discese e falsi piani, qui, proprio mentre il mio cervello privo di ossigeno riusciva solo a formulare pensieri tipo “chi me lo ha fatto fare” e “ma quando arriva il prossimo ristoro”, incontro Sanita, una ragazza Lettone con la quale inizio a chiacchierare.
Come sapete condividere alcuni momenti con altri runners fa sentire meno la fatica e quindi proseguiamo insieme di buona lena.

Ed eccoci dopo un tratto che pare noiosamente infinito lungo Dora Baltea, varcare il ponte su di essa e ripartire, sempre su percorso ondulato ma con una predominanza di salita fino alla Chiesa sconsacrata di Santo Stefano dove arriviamo ormai all’imbrunire e finalmente gustiamo un piatto caldo.

Il ristoro di Santo Stefano, la calma prima della tempesta.
Il ristoro di Santo Stefano, la calma prima della tempesta.

Ripartiamo pochi minuti dopo ma ormai è notte. Io inizio ad avere seri problemi ad entrambe le caviglie, evidentemente anche senza volerlo devo aver spinto troppo in discesa, si sono gonfiate come zampogne e, probabilmente complice anche il fatto che dopo 12 ore di gara la fame si fa sentire, me le immagino con le lenticchie!

Ultracaviglie
Ultracaviglie

Invece Sanita ha un po’ paura del buio e mi confessa di essere felice di correre con un compagno.

Il precorso procede piano piano salendo di quota, si passa attraverso alcuni bellissimi paesini, dove i volontari dei ristori sono davvero gentili e ci accolgono con simpatia e disponibilità.
Particolare il passaggio a Torre Canavese con le statue e sculture omaggio a Fellini, ai suoi film e personaggi che ci accolgono ormai a notte fonda.

Omaggio a Fellini
Omaggio a Fellini

Le mie caviglie peggiorano ma ormai sono al 80esimo kilometro, voglio finirla. Vabbè da qua in avanti si correrà sempre meno, fa già male a camminare.
In più si è scaricata anche la frontale di Sanita, altro elemento che ci spinge a rallentare.

E così proseguiamo lenti, come sempre avviene gli ultimi kilometri sono infiniti, in più qui si concentra la maggior parte del dislivello e alcune rampe sono veramente ostiche.
Ma eccoci ormai in vista di Brosso….arranchiamo, siamo in paese, un’ultima salita per il “graffio del ghiacciaio” (ci si macchia di vernice rossa a dimostrare che il ghiacciaio ritirandosi ha lasciato il suo segno anche su di noi), e via in discesa per tagliare il traguardo!

Il graffio del ghiacciaio
Il graffio del ghiacciaio
Arrivo, finalmente!
Arrivo, finalmente!

Sono passate poco più di 22 ore. E’ stata dura, soprattutto a causa delle condizioni delle mie caviglie, ma ce l’abbiamo fatta. I 3 punti vengono via con me! Lotteria UTMB arrivo!
Sono anche molto contento di aver incontrato Sanita con la quale abbiamo condiviso parecchie ore di gare spronandoci a vicenda nei momenti duri, per questo le devo un enorme GRAZIE.

Grazie a pantacolor.it per le splendide foto!

MORENIC TRAIL 2015
113 km 2280m D+

PRO
Volontari molto simpatici e disponibili ai ristori.
3 punti sono sempre un’attrattiva per chi ne ha bisogno.
Ottima balisatura.

CONTRO
Paesaggio poco vario. L’ultima parte della gara, che offre la vista sulla valle, si svolge di notte.
L’assenza di grandi discese o grandi salite alla lunga può risultare stressante per il fisico che non cambia mai ritmo, può anche essere difficile da gestire a livello tattico.

DA VALUTARE
Si parte da Andrate e si arriva a Brosso. Per chi non ha assistenza o non riesce ad organizzarsi con amici (è stato il mio caso) è necessario tornare ad Andrate a recuperare la macchina. L’organizzazione mette a disposizione 2 pullman ma uno con partenza all’una di notte e l’altro alle 10 del mattino dopo le premiazioni. Personalmente la cosa è risultata scomoda e solo grazie ad un altro concorrente che mi ha dato un passaggio ho potuto evitare di aspettare 3 ore il secondo pullman.

Pietro S.

Pietro S.

Amo la natura, viaggiare e sono curioso.
Ho scoperto la corsa e ho capito che è un ottimo mezzo per esplorare ed immergermi nell'ambiente che mi circonda.
A quel punto il passo è stato breve e ora sono trail addicted!

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