Race Report – Abbots Way 2016

La mia origine piacentina, l’essere un Lupo D’Appennino e in ultimo i golosi punti di qualifica per l’UTMB mi hanno spinto qualche mese fa ad iscrivermi all’Abbots Way.

Ero un po’ scettico , influenzato da racconti e pareri di altri che ne avevano già percorso i sentieri e che erano critici (col senno di poi direi incredibilmente). Mi dicevano essere una gara monotona e con troppo asfalto.

Arrivo subito al punto, è vero la Abbots non è una gara alpina e qualche km di asfalto c’è ma personalmente mi è piaciuta un sacco!
foto 3
I 4 colli,sarebbe più corretto chiamarle montagne poiché sono tutti sopra i 1000 metri, da valicare mi hanno regalato sensazioni molto diverse.
La sella dei Generali 1250 m circa, brulla e inospitale, come solo alcuni passi alpini sanno essere. Sono passato di li mentre un vento freddo mi sferzava le mani e la faccia aumentando questa sensazione di “natura ostile”.
La salita al Monte Lama con i suoi 1368 m. Si parte dalla pianura, con viti e campi, su per boschi di faggi verdissimi, si arriva in boschi di abeti e larici tipici alpini attraversando pascoli fioriti spettacolari. All’arrivo in vetta la ciliegina sulla torta: una vista mozzafiato sulle valli circostanti. Fortuna ha voluto che dopo un avvicinamento sotto pioggerellina in vetta ci fosse un sole splendido. Poche ore dopo ho saputo che addirittura ha nevicato.
Il Pradretto e il Pradronico li ho fatti di notte sotto pioggia battente sono sembrati una benedizione dopo la salita tostissima prima di Osacca.
Infine all’alba un sole caldo mi sorprendeva al Passo del Brogaglio con il secessivo passaggio in cresta, bellissimo. Vista splendida sulla Lunigiana da una parte e sulla provincia di Parma appena attraversata dall’altra.
altimetria
L’asfalto c’è ma anche quando capita di dover calpestare una strada carrabile quasi non ce ne si accorge perché è spesso immersa in una natura incontaminata e perché altri segni di civiltà, compreso il passaggio di qualche auto, sono davvero rarissimi.

Insomma per lunga parte del percorso si procede veramente all’interno di un altro tempo, attraversando borghi magici oramai semideserti ma che 1000 anni fa erano un’oasi di pace, ristoro e soprattutto un riparo sicuro dai briganti, per i frati ed i viaggiatori che calpestavano la via degli abati che collegava il monastero di Bobbio a quel di Pontremoli.
Ancora oggi si incontrano dei pellegrini in viaggio per Roma, durante la gara è stata davvero fonte di ispirazione incontrare questi moderni viandanti e scambiare due parole con loro…sapendo che, se a me 125 km sembravano tanti, la loro destinazione finale era assai più lontana.
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Inoltre l’atmosfera che si respira è “famigliare”. Molti concorrenti si conoscono tra loro, i gruppi che gestiscono i ristori sono affiatati amichevoli e gentilissimi, gli organizzatori in primis Elio e Paola sono stati davvero capaci di creare intorno a questa corsa un clima di gioia e di divertimento che si sente non solo nei concorrenti ma anche in tutti i volontari!

Per la cronaca la gara è stata vinta dallo statunitense made in Alaska Allan Spangler, Team Salomon USA, in 14h 49m e 17s e da Cinzia Bertasa in 16h 00m 48s.

ABBOTS WAY 2016
125 km 5500m D+
5 punti UTMB

PRO
Bobbio, davvero un gioiello.
Si attraversano porzioni di territorio inesplorate con paesaggi e bellissimi borghi che non hanno niente da invidiare a gare più blasonate.
La via degli abati costituisce un pretesto storico che da carica e motivazione.

CONTRO
Sarebbe bello vedere partecipazione da parte della popolazione di Pontremoli con un po’ di tifo ed eventi satellite legati alla corsa.
Per quanto bellissima fosse la nuova location dell’arrivo con l’attraversamento dei due ponti storici e l’arrivo in piazza del teatro, davvero duri gli ultimi 3 kilometri di asfalto lungo strade davvero poco attraenti. Ne guadagnerebbe in bellezza, spettacolo, partecipazione di pubblico e soprattutto migliorerebbe il morale dei finisher un percorso finale all’interno del centro storico.

DA VALUTARE
Si parte da Bobbio e si arriva a Pontremoli. L’organizzazione mette a disposizione un servizio pullman pre gara per consentire di posteggiare a Pontremoli e tornare a pernottare a Bobbio. Questa logistica è da valutare attentamente secondo le proprie esigenze.
All’arrivo viene data una bella medaglia, anche se una gara di questo genere meriterebbe una felpa finisher da poter sfoggiare pubblicizzando l’evento stesso.

Cosa rimane dopo un Ultra
Cosa rimane dopo un Ultra

Foto per gentile concessione gruppo Lupi D’Appenino

Pietro S.

Pietro S.

Amo la natura, viaggiare e sono curioso.
Ho scoperto la corsa e ho capito che è un ottimo mezzo per esplorare ed immergermi nell'ambiente che mi circonda.
A quel punto il passo è stato breve e ora sono trail addicted!

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