Confessioni di un malandrino! – writing di Francesco Puppinho Puppi

Confessioni di un malandrino! – writing di Francesco Puppinho Puppi

” Con questo primo guest post inauguriamo uno spazio su TrailAddicted in cui troveranno posto i contributi degli atleti che hanno una storia da raccontare. Uno spazio che ci porti dove ci sono le emozioni, dove vita e corsa scorrono allo steso ritmo.
Il primo writing è di Francesco “Puppinho” Puppi che oltre a essere ambassador Patagonia e atleta incredibile, quest’anno 3° ai Campionati Mondiali Lunghe Distanze (Zermatt) e Campione Italiano Assoluto Vertical per dirne un paio, è un amico e un runner “puro” con la corsa dentro. Qui racconta l’avventura di questa stagione, che poi è anche storia della corsa in montagna. Buona lettura.” TA

 

Ho avuto bisogno di una Venice Marathon seguita in bicicletta per raccogliere le idee necessarie a scrivere questo pezzo.

Venice Marathon mi ha ridato la gioia di correre, dopo due mesi lontano da sentieri e piste a causa di un infortunio patito durante la preparazione per i campionati mondiali di corsa in montagna ai quali ero stato convocato ad affiancare i compagni del Mountain Running Italian Team, i goloidi Lack, Berny, Martin, Xavi e Balda (Luca Cagnati, Bernard Dematteis, Martin Demattesis, Xavier Chevrier e Alex Baldaccini). Goloidi è una parola in uso tra noi della corsa in montagna per autodefinirci con spensieratezza e ironia, coniata probabilmente dai gemelli in uno dei tanti raduni estivi a Sestriere.

La mia ultima gara era trascorsa sotto la pioggia fredda e severa di fine agosto, sugli alpeggi di Costa Rossa, pendici del Rocciamelone, al Memorial Partigiani Stellina. Pensieri leggeri e memorie importanti, in quella salita verso il cippo che commemora la resistenza partigiana nella battaglia delle Grange Sevine, 1500m di dislivello aspri, densi di storia e natura, regno incontrastato di Re Jonathan Wyatt, che con le sue 13 vittorie ne ha fatta una delle gare simbolo della corsa in montagna più pura e autentica. Un record che ha pochi eguali nelle competizioni di sola salita, forse insieme a un ristretto gruppo di gare dal sapore mitico: Hochfelln Berglauf, Jungfrau Marathon, Sierre Zinal, Smarna Gora, tutte firmate re Jono. Lì mi ero preso il lusso di mettere dietro proprio lui, ora non più un leone dalla folta criniera come negli anni migliori in cui è stato capace di due partecipazioni olimpiche, 27’56” nei 10000m e 13’27” nei 5000m, ma ancora estremamente competitivo, specialmente in salita e soprattutto allo Stellina. Secondo dietro Alex Baldaccini, ma con un piede sinistro dolorante, che sapevo, ma non volevo credere, mi avrebbe precluso un mondiale che sarebbe certamente entrato tra i miei più bei ricordi legati all’atletica…invece ho dovuto salutare i miei compagni in partenza per il Galles in aeroporto e seguire la gara via Twitter, fremendo a ogni aggiornamento dell’account di Corsainmontagna.it, fino all’oro a squadre del nostro team trascinato dall’immensa gara di Bernard Dematteis, secondo.

Venezia non c’entra nulla con la corsa in montagna, eppure da lì sono ripartito per un’altra salita che probabilmente non ha limiti ben definiti, ma resta aperta ai sogni e ai pensieri che costruiamo e viviamo, se sappiamo alimentarli ogni giorno. Da 20′ di corsa nel buio di una strada attraverso la campagna veneziana, dagli oltre 42km vissuti attraverso i passi e la fatica di due persone che rappresentano moltissimo per me: il mio allenatore, Tito, e Gloria, prima atleta italiana al traguardo in 2h53’33” e una storia speciale che non è possibile racchiudere in questo spazio né in questo tempo.

Long Distance Mountain Running World Championship 2015 - Zermatt

Long Distance Mountain Running World Championship 2015 – Zermatt

Certo la mia è una stagione spezzata: interrotta poco prima della sua naturale conclusione con l’esperienza del mondiale insieme a un gruppo di ragazzi incredibili e al grande Paolo “Pablo” Germanetto.  I giorni del bronzo mondiale a Zermatt sulle lunghe distanze e del titolo italiano sul Vertical Km, o del podio ai campionati italiani di corsa in montagna a volte mi sono sembrati quanto mai lontani. E’ stata l’occasione di riflettere e fermarsi per alcuni attimi, di pensare ad alcuni significati e automatismi che forse durante l’intenso periodo di allenamenti e gare si perdono tra cronometro e dislivelli, fatica e abitudine. Capita di vivere grandi cambiamenti in un periodo relativamente breve, e a volte il naturale equilibrio delle cose fa si che torniamo sui nostri passi: sia per comprenderli meglio che per prepararci a nuovi orizzonti.

Corsa dei Briganti - San Siro (CO)

Corsa dei Briganti – San Siro (CO)

Tecnicamente nell’ultimo anno i mezzi e l’intensità di allenamento sono senz’altro migliorati grazie all’aiuto del mio allenatore Tito Tiberti e al supporto di Paolo Germanetto. Quest’anno la preparazione è stata incentrata sull’attività in montagna: dopo un classico inverno di costruzione, passando per i cross e distanze medio-lunghe su strada, ho affrontato un periodo di allenamenti in cui ho curato in particolare la forza, attraverso molti lavori in salita e percorsi collinari, e la tecnica sui percorsi in montagna. Questo mi ha permesso ottenere buoni risultati nelle gare tra maggio e giugno, prima di salire a Sestriere per il rifinire la condizione in altura in vista dei mondiali di Zermatt, disputatisi il 4 luglio, gara andata ben oltre le più limpide aspettative.

Francesco Puppi

Francesco Puppi

Il picco di forma l’ho vissuto nei giorni successivi alla vittoria sul Km Verticale di Malonno, mettendo dietro due distinti signori che rispondono al nome di Bernard Dematteis e Tommaso Vaccina: una straordinaria facilità di corsa, ottimi riscontri e sensazioni di leggerezza non comuni, che pochissime altre volte mi è capitato di vivere. Forse in fondo è questo il successo più grande: l’incredibile percezione delle possibilità che si aprono, del saper ascoltare il proprio corpo e di essere in equilibrio tra mente, fisico e emozioni. E’ stato un breve periodo, ma è uno dei segni e delle memorie più naturali e intense che porterò con me di quest’anno.

Poco dopo l’infortunio ho trovato scritta questa frase di William Blake che ora mi piace riportare:

If the doors of perception were cleansed, every thing would appear to man as it is, infinite.

Percezione, chiave dell’intuizione sensibile.

La natura ha un corso naturale indipendente dal volere delle persone: pensare di adattarsi ai suoi cambiamenti, agli habitat, alle stagioni, un po’ come un albero che sa esattamente quando produrre i propri frutti, far crescere i rami o lasciar cadere le foglie, è lo stile che vorrei fosse l’ispirazione del mio modo di correre e vivere…che forse in fondo sono sinonimi.

Per quanto riguarda l’approccio alla competizione, essendo stato abituato a correre molto e spesso negli anni passati e amando tantissimo gareggiare, non ho mai patito la tensione, sebbene quest’anno sia spesso partito al fianco di avversari molto più forti di me: non ci sono mai state gare “facili”, in cui alla partenza ero già certo di fare risultato, ma proprio per questo è stato più divertente e stimolante cercare di viverle in prima linea. A volte sarebbe stato bello riuscire a godermi di più i percorsi, le sensazioni, il paesaggio, come ho visto fare a tanti maratoneti a Venezia, o come accade spesso nel trail: spero di poter migliorare su questo fronte in futuro.

Un’ultima riflessione vorrei riservarla al movimento della corsa in montagna, del trail e dello skyrunning in questi ultimi anni. È chiaro che sono stati fatti grandi progressi in termini di numeri, persone, qualità e offerta delle gare, livello tecnico; tuttavia non in maniera omogenea né del tutto genuina: la corsa in montagna, l’essenza più pura del binomio atletica e natura, a differenza dello skyrunning e del trail, fatica a rinnovarsi e a trovare nuovi spazi per proporsi in maniera interessante e al passo con i tempi. Si presti attenzione al significato di corsa in montagna: atletica, non alpinismo, trekking o camminata. E natura.

La federazione internazionale (WMRA) non è stata in grado di proporre un format interessante e un circuito di gare all’altezza: il vecchio Grand Prix WMRA è ormai disertato anche dai migliori atleti, i mondiali e le competizioni continentali sono grandi eventi ma non richiamano l’attenzione tanto quanto meriterebbero sia per il livello dei partecipanti, che per la loro bellezza. Nello sky e nel trail si avverte la presenza sempre più importante di sponsor e marchi che hanno rivoluzionato l’ambiente e lo stanno avvicinando a un business sempre più simile a quello di tante corse su strada, basti pensare a eventi come l’UTMB, o Zegama, o Limone Extreme Skyrace. Certo la crescente attenzione da parte del pubblico, media e sponsors non può che farmi piacere per promuovere la passione per la montagna, l’outdoor e la corsa, ma vorrei che avvenisse in maniera più genuina e meno commerciale.

Francesco-Puppi-Oncino-Campionato-Italiano-2014

Campionato Italiano Corsa in Montagna 2014 – Oncino

Della corsa in montagna apprezzo il silenzio, l’umiltà delle persone, la fatica pura, a differenza di chi corre in montagna con lo smartphone per postare una foto delle proprie imprese sui social: quando correte, correte e basta, non serve altro che un paio di scarpe, la forza delle proprie gambe, il coraggio dei polmoni.

Mi piacerebbe che il dialogo tra questi mondi, assolutamente non indipendenti, fosse più stretto e collaborativo. Che fossero valorizzati gli atleti, la competizione, la storia e la tradizione portata avanti da molte gare e persone straordinarie: penso a Jonathan Wyatt o a Marco De Gasperi, atleti che sono stati capaci di imprese di cui anche io fatico a comprendere tutta l’incredibile profondità, ma anche a nuovi nomi, ai giovani, a chiunque abbia qualcosa da insegnare o da offrire. Nel ripartire per preparare una nuova stagione, spero anche io, nel mio piccolo, di poter dare e trasmettere qualcosa di significativo all’ambiente che più amo.

 

Photo Credit: Tito Tiberti, Gloria Giudici, Fabio Giudici, Andrea Zanetti, Frakn Tschopp.

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Francesco Puppi

Francesco Puppi

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