Recensione Mizuno Wave Hayate 3, grip Michelin e Wave per il trailrunning veloce

Recensione Mizuno Wave Hayate 3, grip Michelin e Wave per il trailrunning veloce

Ricordo quando più di dieci anni fa entrai in un negozio specializzato per acquistare il mio primo paio di scarpa da running vere. Confidando nei consigli dal proprietario, runner di lungo corso, uscii da lì con delle Mizuno Wave Rider che ai tempi erano alla versione 9 (!).
Ci corsi tutta l’estate rimanente, l’autunno e l’inverno seguenti preso dalla voglia di macinare quanti più km possibili per migliorare. Fu anche per quelle scarpe, e per le esperienze che ho vissuto indossandole, che mi innamorai del running. Una volta consumate le cambiai con la versione aggiornata fino a quando la seguente sostituzione coincise con la decisione che avrei corso sempre più spesso sui sentieri. Il trail running mi portò per diversi fattori su altri brand e così non ho più avuto occasione di provare scarpe Mizuno…fino all’estate appena conclusa quando ho avuto modo di provare le Wave Hayate 3, le scarpe da trail della linea Mizuno più orientate alla performance, reattive sui terreni scorrevoli, affidabili e sincere sul tecnico grazie al grip della suola sviluppata da Michelin. Di seguito trovate le sensazioni raccolte dopo un’estate tra terreni tecnici e lunghe corse sulle strade bianche toscane.

COME SONO FATTE

Mizuno Wave Hayate 3

Mizuno Wave Hayate 3

La costruzione di Wave Hayate 3, con cuciture in vista, rinforzi sovrapposti, volumi e forme contenuti, restituisce un senso di robustezza. Le realizzazioni più recenti e moderne, ormai diffuse tra i brand per tutte le categorie di scarpe trail, fatte di layer sottilissimi e incollati le fanno sembrare alla mia vista (almeno alla mia) meno accattivanti. Mi viene da dire con costruzione tradizionale che però non significa di scarsa qualità, anzi, tutto è assemblato perfettamente e senza sbavature. Imbottiture, cuciture e incollaggi sono impeccabili contribuendo ad aumentare il senso di affidabilità che restituiscono alla prima vista.

Il peso è contenuto in 270gr e in mano così come ai piedi si sentono leggere. Il drop di 9mm è il risultato del salto tra lo spessore di 15mm di avampiede e i 24mm di appoggio posteriore a cui corrisponde un livello di ammortizzazione medio. Le scarpe tendono più al reattivo che al soft.

Wave Hayate 3, i dettagli che contano

Wave Hayate 3, i dettagli che contano

La tomaia è costituita da una Airmesh morbida e completamente traforata. A dare contenimento alla struttura ci pensano una serie di rinforzi suddivisi in più parti, distribuiti intorno alla scarpa nei punti più delicati (punta, parte laterale e tallone) e applicati alla mesh principale con cuciture e incollaggi.
Nella zona posteriore la tomaia integra un leggero supporto che abbraccia il tallone posteriormente estendendosi anche lateralmente che sostiene senza essere eccessivo. Le imbottiture in questa zona sono ben dimensionate.

A completare la costruzione della parte superiore di Wave Hayate 3 troviamo una linguetta mediamente imbottita e un’allacciatura a strighe che si estende correttamente lungo tutto l’arco del piede. Stranamente vista la destinazione d’uso, la linguetta non ha nessun sistema per tenerla in posizione, non è collegata lateralmente alla struttura e non ci sono sovrapposizioni di tessuto che possano proteggere dall’ingresso di fango o detriti.

A proteggere da possibili urti indesiderati ci pensa il prolungamento della suola che si estende oltre la punta, più che sufficiente a mio giudizio anche se non troppo esteso verso l’alto a dire la verità. Se siete amanti della massima protezione frontale potreste desiderare qualcosa di più.

Una suola Michelin dal gran grip per le Wave Hayate 3

Una suola Michelin dal gran grip per le Wave Hayate 3

Uno degli aspetti che più mi incuriosiva nel poter testare Wave Hayate 3 era la prova della suola Michelin che avevo solo toccato con mano durante lo scorso OutdoorShow (Se ve lo siete persi QUI trovate la nostra gallery con tutte le novità trail 2018).
A questo proposito vale la pena spendere due righe per stimolare la discussione su un aspetto che è decisamente importante quando si parla di scarpe da trail running, il grip. Negli ultimi anni il quasi monopolio di Vibram con il suo MegaGrip ha creato le basi per stimolare i concorrenti a cercare possibili alternative e spingere sull’innovazione per creare un prodotto che fosse altrettanto valido. Sono così arrivate Michelin (scelta da Millet, Mizuno, Garmont per citarne alcune) e Continental (Adidas) che trasferendo tecnologia sopratutto dall’esperienza MTB hanno dato una scossa al settore.
Questo dovrebbe portare a una sana concorrenza tra i produttori di compound che per noi trail runner si potrebbe tradurre in suole sempre più performanti sulle nostre scarpe.

Per Wave Hayate 3 Mizuno si è affidata alla mescola Oc (Outdoor Compound) di Michelin caratterizzata da un compound robusto con buona resistenza all’abrasione. La tassellatura è mediamente pronunciata e multidirezionale. Dimensione, orientamento e distribuzione dei tasselli sono ben differenziate tra la zona anteriore, la parte centrale e quella posteriore. Si vede la ricerca di un grip specifico per ogni zona a favorire la trazione in ogni situazione.
Sotto l’avampiede e nella parte centrale la suola è interrotta con intagli per favorire la flessione longitudinale e laterale. Il più evidente è la sagoma a forma di “X” che ha la funzione di permettere la torsione-flessione della suola in quel punto favorendo il movimento naturale del piede in appoggio. Integrato nell’intersuola nella zona dell’avampiede c’è l’ESS Rock Plate, l’inserto protettivo di Mizuno, che non sembra incidere sulla flessione e si dimostra efficace.

L’intersuola è costruito in EVA con integrata la tecnologia proprietaria Wave, che ha da poco compiuto 20anni e che mi riporta ai ricordi dei miei esordi di runner. Tecnicamente si sviluppa come un inserto sagomato progettato per permettere una flessione longitudinale naturale della scarpa pur garantendo una certa rigidità torsionale.
Internamente a Wave Hayate 3 troviamo una soletta in un unico materiale con uno spessore di 3/4mm dalla densità uniforme e abbastanza sostenuta.

Due colorazioni da uomo e due da donna sono le varianti cromatiche previste per questo modello: Dark Shadow/Bolt/Black (Grigio scuro/Giallo/Nero, il modello del nostro test) e Sulphur Spring/Blue Coral da uomo, Dark Shadow/Pink Glo/Black, Tile Blue/Blue Coral/Sulphur Spring i colori donna.

CALZATA

Mizuno Wave Hayate 3, fit di precisione

Mizuno Wave Hayate 3, fit di precisione

Si entra facilmente nelle Wave Hayate 3 con il piede viene accolto da imbottiture morbide e ben distribuite. Sia nella zona del tallone sia sulla parte anteriore della linguetta si sente un contatto morbido e anche stringendo le stringhe non si avverte mai a una sensazione fastidiosa.
L’allacciatura tradizionale e le stringhe, piuttosto spesse e rigide, svolgono la loro funzione al meglio, una volta serrate mantengono la tensione e si corre senza pensieri.

Forma e volume della tomaia sono sviluppati per una calzata precisa, infatti nella zona anteriore non c’è molta aria per le dita sia lateralmente sia in verticale. Per me che sono abituato a scarpe più generose (vedi le Inov-8 terra claw 220 ) la sensazione è stata di sentirmi un po’ costretto. A fronte di questa sensazione personale è innegabile che, come vedremo di seguito, si sente la scarpa ben ferma e avvolgente a vantaggio della risposta in corsa. Devo dire che con il passare dell’utilizzo, vuoi anche per l’abitudine, la sensazione di “sentirsi chiusi dentro” si è un po’ allentata.

Le Mizuno Wave Hayate 3 calzano giuste alla taglia, se non volete avere interferenza in punta all’acquisto state abbondanti di 1/2 numero. Nel mio caso con 28,5cm di piedi ho provato il 44 e per le corse più lunghe il mezzo numero in più sarebbe stato da preferire.

COME VANNO

Mizuno Wave Hayate 3, lasciatemi correre

Sono orientate alla reattività senza però diventare troppo secche. Si adattano bene alle variazioni di ritmo.

Già dai primi km si avverte una naturale flessibilità, quasi da scarpa già rodata, e dopo un paio di run potrete apprezzarne tutte le caratteristiche. In corsa, come accade da fermi, si avverte la precisione della calzata con una sensazione trasmessa di avvolgimento e precisione. Si sente la tomaia aderente con la scarpa che segue bene il piede. Questa risposta piacevole compensa il fatto che lo spazio a disposizione per le dita non sia abbondante, cosa che probabilmente è amplificata nel mio caso avendo provato le scarpe fin troppo precise. Con una mezza misura in più non si sacrificherebbe nulla in termini di precisione avendo al contempo più spazio dove serve per stare tranquilli.

Percorrendo km sulle strade bianche toscane con il fondo compatto e scorrevole si apprezzano la reattività e la leggerezza date dal peso contenuto. Altro punto positivo è la flessibilità della suola che risulta notevole, segue molto bene il movimento del piede affrontando i tratti ciottolati e quelli più sconnessi. Si sente bene il terreno senza percepire nessuna forzatura, una flessione naturale che mette il vostro piede nella condizioni migliore per l’appoggio. Il profilo basso, 16mm all’avampiede, anche con un  drop è di 9mm, permette una buona confidenza nei passaggi tecnici. Drop che, contrariamente a quanto pensavo, non si è fatto notare più di tanto lasciando la sensazione di una scarpa più piatta.
L’ammortizzazione offerta dall’intersuola è media, Wave Hayate 3 non è una scarpa “secca” ma nemmeno un cuscino d’aria. Attutisce gli impatti mantenendo una certa reattività che ben si sposa con runner che hanno un buon passo, prediligono distanze brevi o medie fino ad arrivare ai 30/40km in qualche occasione.

Sul tecnico mi sono divertito in modo particolare in discesa e nei traversi, sfruttando la precisione e la fiducia trasmessa dalla suola Michelin e dal suo notevole grip. Arrivi in appoggio e ti senti sicuro, il piede sta e puoi lasciare andare il passo. Il mio parametro di riferimento attuale, manco a dirlo, è Vibram Mega-Grip testato a fondo sulle Dynafit Feline Vertical (stra)usate in ogni condizione (erano ai miei piedi durante tutta la Speed TransAlp del 2016) e sempre con una risposta eccellente in termini di aderenza. Confrontando a distanza i due grip e basandomi solo sulle impressioni memorizzate, non posso dire quale sia il migliore, ma sui trail che uso abitualmente come banco di prova ho avuto le stesse buone sensazioni. Il mio feeling con la suola di Wave Hayate 3 è sempre stato positivo sia sulla tenuta, sia sulla sincerità.

Un test di laboratorio potrebbe dare maggiori e più oggettive indicazioni su quale sia il miglior grip. Una prova in ambiente controllato, con condizioni riproducibili, fatto con le suole applicate alle stesse scarpe e nello stesso momento potrebbe dire di più, ma sembra complicato anche solo a scriverlo. Sarete d’accordo con me che è più divertente provarle sul campo girando per montagne e lasciarsi guidare dalle sensazioni trasmesse dal trail 🙂 vero?!

Piovendo molto poco (praticamente mai!) durante tutta l’estate e negli ultimi mesi non ho avuto molte occasioni di provare Wave Hayate 3 su fondo bagnato e sul fango, quindi prendete il giudizio sul grip in queste condizioni come indicativo. Nelle due run fatte sul bagnato l’aderenza mi è sembrata buona e in linea con quanto espresso sull’asciutto, non c’era abbastanza fango per valutare il comportamento dei tasselli sulla tenuta e su eventuali accumuli ma sono portato a pensare che dovrebbe essere il linea con la concorrenza. Se vi capita di provarle su fango fateci sapere nei commenti come vi trovate 😉

Come detto poco sopra, l’aspetto di queste Mizuno comunica affidabilità e quanto osservato sul campo lo conferma. Con il passare dei km non ho notato cedimenti della scarpa solo qualche abrasione sulla tomaia, nella zona superiore e lateralmente alla punta, dovuta al normale utilizzo.
La suola dimostra una buona tenuta all’usura con i tasselli che si consumano in maniera uniforme e senza strapparsi o tagliarsi, segno che Michelin ha lavorato bene ottenendo un compound equilibrato che non sacrifica eccessivamente la durata in favore della tenuta. Su questo fattore credo che giochi un ruolo importante l’enorme esperienza del costruttore francese nel campo pneumatici da MTB.

Durante le uscite estive sotto un sole caldissimo, la traspirabilità mi è parsa buona ma non eccellente. L’AirMesh scelta da Mizuno per la tomaia è protettiva ma non molto aperta, un bene per evitare l’ingresso di polvere, un po’ meno per far passare liberamente aria. In definitiva nelle uscite più lunghe la temperatura si fa sentire sui piedi ma è sopportabile e non mi ha mai dato problemi.
Un altro aspetto che mi ha dato qualche pensiero è la mancanza di un fissaggio per la linguetta che non fa stare perfettamente tranquilli, non è mai capitato si muovesse in modo tale da dare fastidio ma realizzarlo non costerebbe nulla e sarebbe una sicurezza in più per impieghi più lunghi. Migliorabili anche le stringhe, che svolgono egregiamente il lavoro, ma potrebbero essere sostituite con qualcosa di più minimale per spessore e aspetto, non si guadagnerebbe gran che in peso ma servirebbe per dare un aspetto più tecnico, che non guasta.

 

CONCLUSIONE

Mizuno Wave Hayate 3 Recensione TrailAddicted

Aprire la scatola delle Wave Hayate 3 e indossare di nuovo un paio di scarpe con il logo Mizuno è stata un’emozione, come sfogliare l’album dei ricordi. Inutile dire che non hanno nulla in comune con le Wave Rider di oltre 10 anni fa, e ci mancherebbe. A parte la differenza di destinazione d’uso, i materiali e la tecnologia costruttiva hanno fatto un passo avanti enorme quindi emozione a parte non sono fattibili paragoni.

In sintesi Wave Hayate 3 sono leggere e precise, con un grip efficace e sincero. Non le più “avanti” esteticamente, con quel look old-school che comunque può piacere a molti, ma sanno ben comportarsi ovunque. Vanno bene sui terreni tecnici e vi trasmetteranno buone sensazioni ai piedi. Il peso contenuto le rende polivalenti, adatte sia a trail veloci e scorrevoli sia alle SkyRace dove avrete il supporto della suola Michelin nei tratti più impegnativi. Proprio quest’ultima è stata la sorpresa positiva del test, un grip ottimo per qualità e durata.

Se state cercando una scarpa flessibile, veloce e dal buon grip considerate le Mizuno Wave Hayate 3 nella vostra selezione. A mio avviso adatte a tutti per distanze fino 30 km, oltre potranno essere apprezzate da chi è già abituato a percorrere molti km con scarpe dall’ammortizzazione contenuta o minima. Il drop più alto della media delle Wave Hayate 3 le rende comunque meno impegnative di scarpe puramente minimali, da provare.

 

PRO

  • Grip eccellente e sincero
  • Peso contenuto
  • Flessibilità della struttura
  • Contenimento della tomaia
  • Durata della suola

 

CONTRO

  • Traspirabilità migliorabile
  • Stringhe spesse
  • Mancanza fissaggio laterale linguetta

 

DA CONSIDERARE

  • Aspetto “tradizionale”
  • Calzata precisa

 

RISORSE

 

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Disclaimer: Le scarpe
 del test è sono state fornite da Mizuno senza nessun obbligo, la recensione è unicamente frutto delle nostre sensazioni #senzafiltro.

Author

Andrea Zanetti

Andrea Zanetti Andre

Mountain runner, outdoor enthusiast. Trailrunning is the way I use to move trough nature to feel the life. Mountain Runner, appassionato di Outdoor. Il trailrunning è la via che uso per muovermi nella natura e sentire la vita.

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